Pinetum 05


Pinetum 05

Pinetum giunge alla quinta edizione, è l’anno dell’arte (arte e design si alternano da sei anni) e il tema scelto da Bruno Boretti è “Alberi”.
Il tema, solo apparentemente facile, è invece semplice, punta a stabilire una misura creativa tra desiderio espressivo, tra desiderio di fare, e l’espressione della vita che ci precede, ci è e ci segue.
La scultura è la modalità espressiva che contraddistinguerà questa edizione con tre artisti che hanno creato le loro opere in simbiosi con il parco: Donato Bibbì, Andrea Bigazzi e Gregorio Codignone
Ospiti di questa edizione Rodolfo Meli e Banci Banci.

Pinetum 05

Pinetum giunge alla quinta edizione, è l’anno dell’arte (arte e design si alternano da sei anni) e il tema scelto da Bruno Boretti è “Alberi”.
Il tema, solo apparentemente facile, è invece semplice, punta a stabilire una misura creativa tra desiderio espressivo, tra desiderio di fare, e l’espressione della vita che ci precede, ci è e ci segue.
La scultura è la modalità espressiva che contraddistinguerà questa edizione con tre artisti che hanno creato le loro opere in simbiosi con il parco: Donato Bibbì, Andrea Bigazzi e Gregorio Codignone.
Ospiti di questa edizione Rodolfo Meli e Banci Banci.


Artisti




Donato Bibbì 

Toscano. alla continua ricerca dell’essenzialità, si forma nella Firenze degli anni ’70.
Non espone mai, ma le sue opere sono presenti in numerose case private di tutto il mondo.
Designer di interni conosciuto, per l’attività artistica ha sempre preferito l’anonimato e la sua partecipazione a questa edizione di Pinetum05 Alberi, è la sua prima uscita pubblica.



Andrea Bigazzi

Artista autodidatta in continua ricerca di emozioni da condividere attraverso le sue opere.
Nasce a Montevarchi nel 1968 e fin da piccolo ha un legame intimo con le forme e i colori che lo portano a realizzare opere da cui si evince un’evoluzione stilistica di sperimentazione, ricerca, metafora del reale.
Da qualche anno approda alle istallazioni, opere talvolta di grande formato, per essere esposte all’aperto, in sintonia ed in sinergia con i dati del visibile, dove il risultato estetico è frutto di un percorso mentale, in cui la manualità, la perizia tecnica, lascia spazio al pensiero, al concetto. È un colloquio con il mondo quello di Bigazzi, che talvolta si fa anche performer con eventi, in qui il fruitore con la sua azione, diventa parte
integrante e creatore egli stesso dell’oggetto estetico finale.



Gregorio Codagnone

Gregorio Codagnone, nasce nel 1996 e vive a Firenze dove frequenta la facoltà di Architettura.
Da sempre appassionato d’arte in tutte le sue forme, di architetture, di design e di materiali che compongono le cose. Inizia a dipingere nell’estate 2016: una scintilla di colore in un periodo buio, un elemento che si traduce in una particella che genera la sua forma autonoma di espressione ben evidente in queste sue prime opere, tutte ricche di cromatismi vitali che danno energia e forza ai suoi dipinti. Queste opere rappresentano per l’autore la capacità di raggiungere e integrare sensazioni ed emozioni legate ad aree interne distanti fra loro e frammentate, venendo così a costituire un filo che lega e conduce ad una rappresentazione. L’opera che ne deriva costituisce una fonte di creatività rappresentativa
della persona che l’ha concepita.
Recentemente approdato alla scultura, non dimenticando l’esperienza pittorica, utilizza il ferro così come sulla tela utilizzava i colori, plasmando il metallo per farne un’opera di grande plasticità.



Rodolfo Meli

Conclusi gli studi negli anni ’70 presso l’Istituto d’Arte di Firenze; il giovanissimo Meli intraprende la carriera pittorica, portando avanti quell’idea di classicismo, maturata dallo studio delle grandi opere, all’interno del contenitore artistico del XX secolo. Attingendo inizialmente dalla Pittura metafisica, lasciata da Carlo Carrà, Meli ha modo di concentrarsi a quel recupero desunto dall’antichità, oltre che nella ricerca e nell’elaborazione di una figura stilizzata ma concreta su di un piano prospettico. Un modello archeologico puro, che sulla scia del concetto che si ha della metafisica, va oltre l’apparenza effettiva della realtà e del tempo.



Daniela Banci

Nata a Pesaro, diplomata in Arte Applicata dei Metalli ed Oreficeria presso l’Istituto d’Arte di Fano. Consegue la laurea presso lo I.U.A.V.(Istituto Universitario di Architettura di Venezia) in architettura.
I suoi gioielli sono il frutto di riflessioni sui temi fondanti della vita di ciascun essere vivente. Studia i miti gli archetipi, la biologia, la poesia, la teologia, filosofia, architettura, per avere gli opportuni supporti indispensabili a dare espressione alla sue creazioni.
Nel 1981 ha fondato, assieme alla sorella Marzia, lo studio e il laboratorio orafo. Ha partecipato a mostre collettive ed individuali in Italia e all’estero. Dal 2011 un sua opera far parte delle collezioni permanenti del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze.
bancibanci.com



Marzia Banci

Si è diplomata in Arte Applicata all’Oreficeria presso l’Istituto d’Arte Apolloni di Fano (Pesaro – Urbino).
Consegue la laurea in Architettura (con una tesi in Urbanistica) presso l’Università di Venezia I.U.A.V.
I suoi gioielli sono il frutto di riflessioni sui temi fondanti della vita di ciascun essere vivente. Studia i miti gli archetipi, la biologia, la poesia, la teologia, filosofia, architettura, per avere gli opportuni supporti indispensabili a dare espressione alla sue creazioni.
Nel 1981 ha fondato, assieme alla sorella Daniela, lo studio e il laboratorio orafo. Nel corso degli anni, i suoi gioielli sono stati oggetto di mostre orafe, individuali e collettive, allestite nelle gallerie d’arte in Italia e all’estero. Dal 2011 una sua opera è entrata a far parte delle collezioni permanenti del Museo Nazionale degli Argenti di Palazzo Pitti in Firenze.
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